Comunicazioni
Jan 1

Comparazione delle qualifiche di Armigero, Chieftain e Capoclan

Ispirandosi alla tradizione vigenti in Scozia e suggerita dal Lord Lyon, secondo cui i capiclan possono inserire tre penne, gli chieftains due e gli armigeri una penna dietro il circlet o badge, il Registro Araldico Italiano d'ora in poi adotterà un sistema simile per l'identificazione delle famiglie registrate. Questo è lo schema che riassume i diversi usi e le diverse connotazioni grafiche riportate sul registro e suggerite alle famiglie in questione: Capi di casate nobili o di Distinta Civiltà= 5 penne o piume sopra il clan badge, insegna o il circlet, con relativa corona di rango;  Capi di casate borghesi = 4 penne o piume sopra il clan badge, insegna o il circlet; Rappresentate di un ramo di una grande casata nobile o di Distinta Civiltà = 3 penne o piume sopra il clan badge, insegna o il circlet; Rappresentate di un ramo di una grande casata borghese = 2 penne sopra il badge, l'insegna o il circlet; Armigeri= 1 piuma o penna sopra il badge, l'insegna o il circlet personale. Le penne o piume potrebbero essere di colore nero, blu scuro o riprendere gli smalti dello scudo. In Scozia i capiclan sono i rappresentanti legali di un clan, come per esempio i Campbell o i Mac Donald, mentre gli chieftains sono i rappresentanti riconosciuti dal Lord Lyon di una parte o un ramo del clan; gli armigeri invece sono coloro che hanno registrato il proprio stemma presso il Lord Lyon o lo hanno ereditato dai loro avi. In Italia i clan possono essere equiparati alle Casate (i Savoia per esempio) e gli Chieftains ai rappresentati dei rami cadetti di queste Casate (i Savoia-Nemours). Gli armigeri sono coloro che registrano lo stemma presso un autoritá araldica ufficiale straniera, come l'Ufficio Araldica del Sudafrica. Qui sotto si riportano i relativi esempi:                         Le condizioni per essere considerati rappresentanti di famiglie borghesi sono: (obbligatorie) Albero genealogico fino almeno al 1600 registrato sul Rai; Discendenza diretta mpr dal capostipite; Uso e registrazione di almeno un emblema; (facoltative) Conservazione della memoria storica di famiglia; Possesso di una dimora avita. Si consiglia l'uso di questi emblemi con le reative piume nelle pubblicazioni, nelle carte intestate, e nelle spille o altre decorazioni, sui vessilli di famiglia,  da usare soprattutto in riunioni ed assemblee di famiglia o del casato.
Jan 1

Stemma personale o di famiglia?

Tra gli studiosi e gli addetti ai lavori vi è una diversità di vedute circa la denominazione degli stemmi borghesi, ovvero se definirli personali o di famiglia.

Il Crollalanza nell'Enciclopedia Araldico-Cavalleresca giustamente rimarca che con il termine di arma personale si intende strettamente quell'arma concessa da un papa ai cardinali e che i parenti di questi non possono portare dopo la propria morte. Mentre per gentilizia definisce l'arma di famiglia nobile, ovvero proprie d'ogni gente e quindi di famglia.

Per cui il Registro Araldico Italiano registrerà  come stemmi di famiglia anche i blasoni che si intendono come personali e che non saranno trasmessi a nessuno, ad eccezione di quelli ecclesiastici ovviamente; gli stessi dopotutto potrebbero un giorno essere ripresi e riadottati da parenti dell'intestatario originario.

Commenti e pareri sull'argomento saranno i benvenuti.
Jan 1

Uso delle onorificenze in Italia

I cittadini italiani non possono usare nel territorio della Repubblica Italiana onorificenze o distinzioni cavalleresche loro conferite da Ordini non nazionali o da Stati esteri, se non autorizzati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

I contravventori sono puniti con la sanzione amministrativa sino a L. 2.500.000 pari a € 1291,14 (legge 24 novembre 1981, n. 689).

E' vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni o distinzioni cavalleresche da parte di enti, associazioni o privati. I trasgressori sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da L. 1.250.000 a L. 2.500.000 pari a € 645,57 e € 1291,14 (legge 24 novembre 1981, n. 689).

L'uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche della Santa Sede, dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro è subordinato ad autorizzazione da chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento del Cerimoniale di Stato, Ufficio Onorificenze e Araldica mentre l'uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche del Sovrano Militare Ordine di Malta è libero.

Questo è quanto riportato sul sito della Presidenza del Consiglio, Dipartimento del Cerimoniale di Stato – Ufficio Onorificenze e Araldica pubblica.

Anche per questo motivo – ma non solo – il Registro Araldico Italiano consiglia di usare solo le decorazioni degli ordini e delle onorificenze statuali (anche non italiani) espressamente autorizzate dal presidente della Repubblica. Purtroppo riguardo gli ordini dinastici c'è molta confusione e in alcuni casi anche dei veri e propri raggiri ai danni dei poveri ignari. Il fatto che alcuni stati con specifica giurisdizione cavalleresco-nobiliare riconoscano taluni ordini non costituisce un parametro di garanzia e di affidabilità e comunque questi ordini rappresentano dei conferimenti di merito privati.

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